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Folchini: lungo i fiumi solo pesca dilettantistica o sportiva. Stop a pratiche illegali e bracconaggio

Contro i predoni dei fiumi misure chiare a tutela dell'ambiente e dei livelli occupazionali: pesca professionale consentita solo dalla Romea al mare ed interdetta a monte della SS309

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Articolo di Martedì 15 Settembre 2020
ROVIGO - "I pescatori devono essere i veri custodi del nostro patrimonio ittico e fluviale - afferma la candidata al Consiglio regionale del Veneto Cristina Folchini per Fratelli d'Italia - ed il bracconaggio nei fiumi deve essere contrastato con decisione, anche con maggiori investimenti regionali in materia di vigilanza attraverso la polizia provinciale". Nessun dubbio quindi per la candidata Folchini in materia di pesca sportiva e pesca professionale nelle cosiddette acque interne, ovvero lungo i corsi d'acqua, valli e lagune della provincia di Rovigo.
 
Dall'introduzione della legge regionale in Veneto nel 2018 e dalle proposte legislative nazionali attualmente in corso, di divieto della pesca professionale in acque interne, ad esclusione di quelle lagunari, salse, salmastre e dei laghi, si è creato un sentimento quasi conflittuale fra la “pesca professionale”, ovvero l’attività economica che viene esercitata al fine della commercializzazione del pescato e la “pesca sportiva e dilettantistica”, ovvero l’attività esercitata nel tempo libero e senza scopo di lucro.
 
"Sentite le varie voci, da entrambe le parti, vorrei precisare che in Polesine convivono circa 2.000 licenze di pesca professionale e circa 12.000 licenze di pesca dilettantistico sportiva" afferma Folchini.
 
"Le 2.000 licenze di pesca professionale non sono distinte tra quelle operanti in acque interne dolci e quelle in acque lagunari o salmastre e solo un numero limitatissimo di queste, si contano sulle dita di due mani al massimo, opera in acque interne a monte della Strada statale 309 Romea. E' evidente, quindi, che questi provvedimenti non intaccano gli interessi economici delle 2.000 famiglie legate alle licenze di professione" rimarca la candidata di Fratelli d'Italia per il collegio di Rovigo.
 
Nelle lacune legislative che regolamentano la pesca professionale in acque interne, si nasconde l’operato di bande criminali provenienti dall’Est Europa, pescatori professionisti Romeni in particolare, essendo il pescato proveniente dalle nostre acque interne diretto a quei mercati, spesso di dubbia certificazione, come si rileva dagli esiti delle recenti attività giudiziarie".
 
"L’approvazione di una legge nazionale in tal senso, con la quale si chiuderebbe definitivamente la pesca di professione in acque interne, ad esclusione di quelle lagunari, salse, salmastre e dei laghi  - afferma la candidata di Fratelli d'Italia Cristina Folchini - in linea anche con quanto fatto in tutto il resto d’Europa, nel caso del Polesine sarebbe sicuramente l'occasione per lo sviluppo di altre attività legate alla pesca dilettantistico sportiva, ma dovrebbe mantenere la divisione delle aree come previsto dalla norma regionale del Veneto continuando a consentirla a valle della Romea.
 
Il divieto della pesca professionale in acque interne, ad esclusione di quelle lagunari, salse e salmastre, specialmente nel caso del Polesine, tutelerebbe in toto sia l’ambiente che i livelli occupazionali, oltrechè lo sviluppo del territorio tramite l’apertura di ulteriori attività legate al turismo alieutico e all’indotto economico collegato alla pratica della pesca dilettantistico sportiva".
Articolo di Martedì 15 Settembre 2020

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