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Antonio Laruccia frena gli insediamenti intensivi: “Serve una svolta green”

Il candidato al consiglio regionale per Forza Italia (Rovigo) chiude la propria campagna elettorale parlando di ambiente e di quanto sia importante fermare gli allevamenti intensivi in Polesine

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Articolo di Venerdì 18 Settembre 2020
ROVIGO - Rivisitare la legislazione regionale in materia di ambiente. Antonio Laruccia, candidato di Forza Italia alle regionali del 20 e 21 settembre, ne è certo: l’unica via per salvaguardare il contesto naturalistico e paesaggistico polesano è: “Percorrere con decisione questa strada impegnandosi anche affinchè tali direttive possano poi trovare condivisione nel Ptcp (Piano Territoriale e di Coordinamento Provinciale) da parte di Palazzo Celio, considerando che le fragilità e le specificità di questa zona impongono norme dedicate, ad hoc, e stringenti”.

Nell’assumersi quest’impegno in caso di elezione in consiglio regionale, il sindaco di Trecenta si sofferma poi sul ruolo degli amministratori: “Dobbiamo avere la consapevolezza che insediamenti produttivi insalubri e allevamenti intensivi alle porte di casa determinano criticità sull’habitat quali peggioramento della qualità dell’aria, depatrimonializzazione di aziende vicine, disincentivazione per nuove realtà e ancora impoverimento del valore dei terreni, inquinamento delle falde acquifere, dell’atmosfera e acustico e in generale deturpazione del paesaggio".

"La scarsa densità abitativa del Polesine - incalza Laruccia - non può esser condizione per far proliferare queste ‘bombe ecologiche’: ognuno dei nostri cinquanta comuni ha bellezze culturali, storiche e artistiche che vanno protette e tutelate sostenendo ad esempio la navigabilità fluviale che potrebbe diventare in futuro un volàno per lo sviluppo turistico”.

Il Delta del Po con la riserva biosfera riconosciuta da Unesco e il parco regionale ma anche il sistema idroviario interno fino ai gorghi di Trecenta: il candidato elenca i siti su cui concentrare l’attenzione per un rilancio in chiave “green” del territorio.

“Il rischio di esser considerati solo come zona ‘vergine’ o peggio di conquista è concreto: occorre - conclude - un impegno deciso per mantenere uno sviluppo sostenibile per questa porzione di Veneto ponendo al centro della questione politica la battaglia per una crescita del territorio compatibile con il primario interesse delle comunità”.
 
Articolo di Venerdì 18 Settembre 2020

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