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CORONAVIRUS

La rinascita di Viaro: “il virus ti manda nel panico e pensi seriamente di morire”

Luigi Viaro che ha ripreso il suo posto in Comune a Lendinara (Rovigo) dopo oltre un mese di isolamento domiciliare per il Covid-19 con annessa broncopolmonite

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Articolo di Venerdì 22 Gennaio 2021

LENDINARA (Rovigo) – Dopo i numerosissimi messaggi di “Bentornato sindaco”, seguiti alla fotografia postata sulla sua bacheca Facebook, in cui appariva finalmente sorridente, col pollice alzato, in un'inedita tenuta sportiva da casa, abbiamo incontrato Luigi Viaro che ha ripreso il suo posto in Comune dopo oltre un mese di isolamento domiciliare (LEGGI ARTICOLO), per sentire dalla sua viva voce come va.

“Sono state settimane durissime perché dopo i primi giorni, in cui l'unico sintomo era la febbre, l'insidioso virus ha purtroppo causato una broncopolmonite costringendomi, nella notte dell'antivigilia di Natale, all'ossigenoterapia e a dosi massicce di antibiotico”, ha esordito il primo cittadino di nuovo in sella.

“Grazie al cielo, ha aggiunto ancora Viaro, me la sono cavata e qualche giorno fa l'esito negativo del tampone mi ha tranquillizzato ma ho rischiato il peggio”.

È stata una pessima avventura che a suo dire gli ha fatto capire, come non mai, la precarietà della condizione umana: “Siamo appesi ad un filo e troppo spesso lo dimentichiamo”.

Gli abbiamo chiesto se ricorda come sia successo il contagio. “È un mistero, ha risposto, sono sempre stato scrupoloso e attento, ho sempre utilizzato i dispositivi di protezione individuale, in municipio ho sempre tenuto le finestre aperte e ho lavato puntualmente le mani dopo ogni incontro interpersonale ma non è bastato e ancora non mi capacito di come sia successo”. Il tracciamento dei contatti non è stato semplice, soprattutto per la notevole quantità dei frequentati che il ruolo istituzionale gli impone.

“Il virus è subdolo, ha aggiunto Viaro e non fa sconti a nessuno, presentandosi con febbre a 38.5 e, all’antivigilia di Natale, con problemi respiratori”. Fortunatamente i familiari sono rimasti esenti dal contagio e questo gli fa pensare come lo stress possa aver inciso sull’abbassamento delle sue difese immunitarie.

La sensazione più traumatica ricordata da Luigi Viaro è comunque stata quella di non riuscire a respirare. “È tremendo perché ti manda nel panico e pensi seriamente di morire, quando cerchi l’aria e non la trovi”. In quei momenti, aggiunge Viaro, ci si sente impotenti e in balia del destino. “Se non avessi avuto i miei famigliari a fianco, che si sono resi  subito conto della situazione, in quell’antivigilia di Natale non so come avrei fatto a cavarmela”.

Le strutture dedicate al Covid nei giorni di Natale erano in piena emergenza e Viaro è stato curato a domicilio con l’ossigenoterapia al terzo livello (molto alto). Il Sindaco, ora ringrazia il primario di pneumologia, il dottor Casoni, per le cure ricevute, il vicesindaco Guglielmo Ferrarese che lo ha degnamente sostituito in questo periodo e tutti gli amici che gli hanno espresso solidarietà, scusandosi di non aver risposto a tutti. “Farò presto una tac e un controllo, sperando che non ci siano conseguenze”, a annunciato Viaro che, nel frattempo, cautamente si è riaffacciato nel suo ufficio per qualche ora. Fra le conseguenze della malattia il Sindaco riferisce di provare un senso di spossatezza generale.

Mi sento rinato e in qualche modo trasformato” ha confidato Luigi Viaro che giura come nulla per lui sarà più come prima, perché la malattia lo ha reso più consapevole su che ciò che conta veramente e sul fatto che tutti abbiamo bisogno degli altri. “In quei momenti difficili, capisci quanto siamo piccoli nella quotidianità e ci perdiamo nei rivoli di sterili contrapposizioni quando, invece, dovremmo ripensare le nostre relazioni”. “In queste lunghe settimane ho riflettuto sul concetto di autorità e autorevolezza anche con gli avversari politici” ha continuato il Sindaco, (ammettendo dispiaciuto fra le righe che un paio di questi non gli hanno espresso solidarietà).

E ai negazionisti, purtroppo presenti anche a Lendinara, consiglia: “Andassero a vedere i reparti Covid, prima di fare certe dichiarazioni”. “In questo momento, conclude, però penso soprattutto alle persone sole, che affrontano la malattia senza il conforto di qualche caro e posso assicurare quanto sia importante, anche per il decorso della guarigione avere qualcuno accanto; io in questo sono stato fortunato”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 22 Gennaio 2021

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