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SICUREZZA IDRAULICA

Attivato immediatamente l’intervento di messa in sicurezza degli argini

L’innalzamento del livello delle acque anche nel canale Collettore Padano Polesano è stato seguito da una serie di copiose infiltrazioni attraverso le arginature nel bacino di Casette a Loreo (Rovigo) con inizio di cedimento dell’argine

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Articolo di Martedì 20 Aprile 2021

LOREO (Rovigo) - La siccità delle scorse settimane ha di fatto anticipato il servizio irriguo per cui il Consorzio di Bonifica Adige Po ha innalzato il livello medio delle acque nei canali sia per alzare la falda che per l’utilizzo plurimo delle acque.

L’innalzamento del livello delle acque anche nel canale Collettore Padano Polesano è stato immediatamente seguito da una serie di copiose infiltrazioni attraverso le arginature nel bacino di Casette nel comune di Loreo (Rovigo) con inizio di cedimento dell’argine dove il livello dell’acqua all’interno del collettore è di circa un metro e mezzo superiore al piano di campagna.

Il presidente del Consorzio di Bonifica Adige Po, Roberto Branco, fa presente che “Grazie alla guardiania ed al controllo costante del personale consorziale è stato attivato immediatamente l’intervento di messa in sicurezza dell’arginatura.”

Continua poi descrivendo che “Il primo intervento, il più urgente, ha interessato un tratto dell’argine destro per circa 20 metri, situato a monte del ponte “Chiavegoni”, dove è stata riscontrata la presenza di cunicoli attraversanti il rilevato arginale, presumibilmente tane di nutrie o altri animali delle stesse dimensioni, oltre alla presenza di numerosi gamberi rossi della Louisiana che, anch’essi, creano una miriade di micro tane le quali indeboliscono il piede dell’arginatura a contatto con l’acqua. E’ stato quindi realizzato un diaframma impermeabile nell’arginatura che ha intercettato le pericolose infiltrazioni ed è stato ricostruito e rinforzato l’argine nei punti di cedimento.

Un ulteriore tratto d’argine destro del Collettore Padano Polesano di circa 50 metri situato a monte dell’impianto idrovoro “Casette” che ha presentato un evidente indebolimento associato ad un cedimento con spostamento a campagna dell’intero corpo arginale sarà ripristinato nei prossimi giorni.”

“Il costo complessivo dell’intervento” continua il presidente “supera i 100.000 euro e dimostra che in assenza di monitoraggio continuo i danni provocati da nutrie e gamberi rossi lungo le centinaia di chilometri di corsi d’acqua arginati nel Polesine possono causare danni ingenti al territorio in caso di cedimento delle strutture arginali”.

Rappresenta infine la necessità di intervenire con maggiore efficienza nelle attività di contenimento del problema della proliferazione delle nutrie che creano danni non solo alle strutture arginali ma anche al territorio agricolo.

Proprio per cercare di dare un contributo alla ricerca di soluzioni a questo problema il presidente Branco, in sinergia con il collega presidente del Delta del Po, Adriano Tugnolo, sta cercando di fare squadra, coinvolgendo anche Anbi Veneto, al fine di proporre agli uffici regionali, tramite l’assessore Corazzari, un approccio integrativo rispetto a quanto finora fatto, che tenga conto delle modalità operative già utilizzate nella parte meridionale dell’Inghilterra ed in altre province che hanno portato ad ottimi risultati e che hanno visto da una parte la quasi totale eradicazione della specie invasiva e dall’altra la consistente diminuzione del numero di nutrie.

L’idea dei presidenti Branco e Tugnolo comprende non solo le attività in campo ma anche l’inizio di uno studio scientifico ed un monitoraggio dei risultati delle azioni volte a contenere la diffusione della specie su aree campione particolarmente danneggiate dalla presenza della nutria in modo tale da poter verificare i risultati ottenuti utilizzando modalità operative diverse.

Articolo di Martedì 20 Aprile 2021

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