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I LUOGHI DELL'ABBANDONO

Ennesimo atto intidimidatorio al parco dell'ex manicomio di Granzette. L'associazione se ne va: "A Rovigo vince la malvagità"

Devis Vezzaro, presidente, ed Erika Vendramin, segretaria, accusano la città di non averli mai affiancati in questi anni di recupero e rivalorizzazione del parco dell'ex manicomio ottenuto in gestione dall'Ulss 5 Polesana

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Articolo di Domenica 23 Maggio 2021
ROVIGO - "Basta, Rovigo non ci merita". L'associazione I luoghi dell'abbandono, che da giugno 2018 ha in gestione il parco dell'ex maniconio di Granzette, dopo l'ennesimo atto intimidatorio dei vicini, a seguito di un direttivo convocato urgentemente, prende la decisione di risolvere il proprio contratto con l'Ussl 5 Polesana proprietaria dell'area. Il presidente Devis Vezzaro, che per la cattiva accoglienza in loco da parte di una frangia di cittadini ad agosto 2018 ha rimediato un investimento d'auto con più di 40 giorni di prognosi, oggi domenica 22 maggio 2021 ha aperto per l'ultima volta il parco al pubblico. Sabato 21 maggio mentre era dedito alla munutenzione del parco, assieme al personale, ha avvertito un odore acre. Qualcuno aveva tentato di appiccare il fuoco a due enormi balle di fieno vicino ai ricoveri degli animali, solo il fatto che la paglia fosse bagnata a causa delle pioggie dei giorni precedenti, ha impedito il divampare di un incendio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso.

"Non ne possiamo più di non dormire la notte temendo le cattiverie delle persone" afferma. Qualche settimana fa qualcuno nella notte aveva liberato gli animali, qualche giorno fa rotto le catenelle fuori dal cancello, qualche giorno prima le catenelle interne. A nulla sono valsi nel tempo l'installazione delle telecamere di sorveglianza che hanno sì immortalato persone in violazione di domicilio, coltì in flagrante, ma i danneggiamenti dei quali poi, per i giudici non erano mai stati abbastanza rilevanti da comportare la prosecuzione dei processi, e i procedimenti venivano dunque archiviati. Conosciamo chi ci fa del male, abbiamo denunciato tutti. Ma pare che per la cattiveria non ci sia un deterrente" afferma Vezzaro.

"Tutto quello che di bello e straordinario abbiamo creato ha dato fastidio alle persone e alimentato gelosie ed invidie. Abbiamo vinto un bando dell'Ulss 5 Polesana, abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi prefissati, con l'Ulss il rapporto è sempre stato splendido e abbiamo ottemperato alla manutenzione, recupero del polmone verde e sistemazione del parco. Lo abbiamo aperto alle attività delle associazioni locali che sono accorse in massa e con grande soddisfazione. Abbiamo creato eventi ed appuntamenti di svago, allestito mostre consone al luogo e alla nostra associazione, richiestissime in altre parti d'Italia, vedi l'esposizione fotografica sul quarantennale di Chernobyl. Abbiamo abitato il parco di animali per la Pet terapy e per le attività con bambini e diversamente abili, abbiamo rispettato gli accordi di sistemazione delle aree, come i parcheggi esterni, come l'Ulss ci aveva chiesto.
Abbiamo investito grandi risorse, economiche ed umane, il parco è diventanto un luogo accogliente, bello, vivibile, e il nostro lavoro ha ricevuto i complimenti da tutti coloro che sono venuti in visita"
spiega con foga e tristezza insieme Erika Vendramin, segretaria dell'associazione e moglie di Vezzaro. "Abbiamo realizzato centri estivi, siamo diventati fattoria didattica, siamo andati avanti nonostante tutto" prosegue.
"Rovigo non ha capito quanto abbiamo fatto - sottolinea il Presidente - in primis l'amministrazione comunale di Edoardo Gaffeo che non ci ha mai ricevuto". "E' incredibile che con tutto quanto abbiamo fatto e realizzato, per motivi politici ed economici alla fine Rovigo ci ha sempre osteggiato ed ostacolato".

Unico elemento positivo: con quanto fatto all'ex manicomio di Granzette, l'associazione "I luoghi dell'abbandono" ha guadagnato credito nel resto d'Italia. Altre città la richiedono per affidare loro aree e poli culturali. "Per fortuna che l'odio non è ovunque, e adesso andiamo dove siamo apprezzati" dice Vezzaro.
"Ho un dolore enorme - spiega Erika - anni di vita vissuti qui come in una seconda casa, ma non ne vale più la pena. La malvagità ha vinto".

 
Articolo di Domenica 23 Maggio 2021

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