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RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Matteo Salvini: "Chi sbaglia deve pagare, anche se è un giudice" [FOTO]

L'introduzione della responsabilità civile per la magistratura che commette degli errori è probabilmente il quesito referendario più caro al segretario federale della Lega, in visita a Rosolina Mare (Rovigo)

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Articolo di Domenica 18 Luglio 2021
ROSOLINA MARE (Rovigo) - Atteso, accalmato e cercato per una foto insieme, Matteo Salvini a Rosolina Mare non ha tradito le aspettative, raccogliendo centinaia di persone tra piazzale Europa e l'ingresso degli stabilimenti balneari.

Un doppio gazebo della Lega per raccogliere le firme ed un corridoio di sicurezza predisposto dalle Forze di Polizia, al comando del questore Raffaele Cavallo, presente sul posto, hanno consentito che tutto "filasse liscio" senza alcun incidente. Il sindaco di Rosolina Franco Vitale, con la protezione civile, si è messa a disposizione, ore prima, per garantire a tutti un pomeriggio in sicurezza. Accolto dal partito, rappresentato dalla deputata Antonietta Giacometti, l'assessore regionale Cristiano Corazzari, la consigliera regionale Simona Bisaglia e tutti i vertici dell'organizzazione politica, a partire dal commissario provinciale Guglielmo Ferrarese, per arrivare al probabile candidato sindaco di Rosolina, Pako Massaro, hanno salutato il loro leader Matteo Salvini.


"Questo è un referendum per una riforma vera, profonda e giusta della Giustizia attesa da decenni - ha affermato Salvini - Chi sbaglia deve pagare, e basta correnti politiche nel Csm. La Lega con questo referendum vuole processi più veloci, e più tutele per i nostri sindaci. Noi come Parlamento andremo avanti nel processo delle riforme, ma gli italiani lo devono accompagnare, firmando la richiesta di referendum".

I quesiti depositati da Lega e Radicali sono sei.

Il primo quesito riguarda la riforma del Csm ed il requisito della raccolta firme per il magistrato che intende candidarsi al Consiglio superiore della magistratura. Il referendum chiede l’abrogazione della raccolta per evitare che la candidatura venga appoggiata da una corrente interna e per consentire a chiunque di candidarsi senza scendere a patti con il "correntismo".

Il secondo riguarda la responsabilità civile dei magistrati. Oggi la legge prevede che un cittadino danneggiato da una sentenza possa rivalersi solo contro lo stato, ma non possa chiamare in causa direttamente il magistrato che ha cagionato il danno.

Il terzo quesito interviene sulla valutazione dell’operato dei magistrati attraverso commissioni che possono essere composte anche da membri non togati, gli avvocati per esempio, ma con diritto di voto.

Il quarto referendum interviene sulla separazione delle carriere. Della questione si è occupata anche la commissione ministeriale di esperti nominata dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia che ha proposto di limitare a due e non più a quattro le volte in cui si può realizzare il passaggio dalla funzione di pubblico ministero alla funzione di giudice, o viceversa. Il quesito del referendum è più restrittivo e prevede di separare nettamente le funzioni di pubblico ministero e giudice, senza più la possibilità di passare dall’una all’altra.

Il quinto quesito riguarda la limitazione agli abusi della custodia cautelare, cioè la custodia preventiva a cui un imputato può essere oggi sottoposto prima della sentenza, nei casi in cui c’è il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di compimento di nuovi e gravi reati. Il quesito referendario limita il carcere preventivo solo ed esclusivamente alla terza ipotesi di pericolo, e cioè ai soli reati gravi.

L'ultimo referendum chiede di abolire la legge Severino nella parte in cui prevede la sanzione accessoria dell’incandidabilità e del divieto di ricoprire cariche elettive e di governo dopo una condanna definitiva. Questo significa maggiore tutela per tutti i sindaci e gli amministratori locali.
Articolo di Domenica 18 Luglio 2021

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