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CULTURA

Spuntano frammenti di affreschi molto interessanti in Abbazia

Tutto sta emergendo nell’esecuzione del progetto complessivo di riqualificazione, sia all'interno dei locali destinati al Sodalizio Vangadiciense nel comune di Badia Polesine (Rovigo)

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Cornice che racchiude la serie di parrocchie della Vangadizza
Angelo Maria Quirini Cardinale
Affresco indicante una delle 13 parrocchie della diocesi della Vangadizza
Articolo di Mercoledì 28 Luglio 2021

BADIA POLESINE (Rovigo) - Secondo il Sodalizio Vangadiciense siamo forse agli albori di una serie di ritrovamenti pittorici di assoluto valore storico. Durante i lavori in corso nell’abbazia della Vangadizza sono emersi alcuni frammenti che riaccendono la curiosità sulla storia millenaria di questo inestimabile monumento.

Tutto sta emergendo nell’esecuzione del progetto complessivo di riqualificazione, sia all'interno dei locali destinati al Sodalizio Vangadiciense che al Crab, stato affidato dall’Amministrazione Comunale all'architetto Giovanni Vio, mentre l'intervento di restauro conservativo è svolto da Alberto Mauro Sorpilli del “Laboratorio di Restauro e di ricerca per la conservazione dei dipinti” di Ferrara e Serena Zampollo di Rovigo.
“Al momento sono solo frammenti” che però lasciano ragionevolmente pensare di trovarne altri per arricchire ulteriormente la conoscenza storiografica dell’abbazia che ha dato origine a Badia Polesine.

L’esistenza degli affreschi in parte era già nota ma, sempre secondo il Sodalizio Vangadiciense, è del tutto probabile che questi nuovi ritrovamenti appartengano a una serie di decorazioni che raffigurano le tredici parrocchie dipendenti dall’Abbazia, eretta a diocesi nell’anno 1001, come risulta dal libro edito nel 1981 “L’abbazia della Vangadizza: i suoi potenti protettori, i suoi implacabili avversari” della professoressa Marina Guerra.  Le indagini prescrittive della sovrintendenza sui lacerti d’intonaco individuati sul vano scala e sottotetto al piano superiore, vogliono accertare proprio questo. Lo stato conservativo dei dipinti risulta tuttavia generalmente precario e il supporto murario è localmente debole, per cui un consolidamento conservativo appare necessario. Inoltre, in corrispondenza delle raffigurazioni, s’individuano aree di lacuna confinata e di forma quadrata, che suggeriscono un’attività di strappo volontario della superficie dipinta.

Il ritrovamento al momento più interessante riguarda l’iscrizione riferita al Cardinale Angelo Maria Quirini (vedi foto) che farebbe risalire gli affreschi  proprio al periodo in cui fu  nominato abate commendatario della Vangadizza nel 1728, carica e che ha mantenuto sino alla sua morte avvenuta nel 1755. È lo stesso cardinale che volle un seminario nella Vangadizza.

Nel cosiddetto “diario dei monaci”, conservato nell’Archivio Vangadiciense, è annotata la nomina cardinalizia di “Angelo Maria Quirini” nell’anno 1728, da parte del papa Benedetto XIII. Nelle successive annotazioni, si parla dell’abbellimento di alcuni locali con gli affreschi oggetto del parziale ritrovamento e dell’istituzione del seminario avvenuta intorno al 1745.

Il prof Camillo Corrain, da quanto ci è stato raccontato, pensava che la chiesa che s’intravvede fosse quella di Villafora ma verifiche successive escluderebbero la circostanza.

Dal momento che non è possibile accedere al cantiere aperto, ringrazio chi mi ha concesso l’utilizzo delle foto allegate all’articolo.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Mercoledì 28 Luglio 2021

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