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ARTE

Sabato 31 luglio a Rovigo apertura della mostra di Alberto Nemo

I “Nemosegni” del cantautore Alberto Nemo in mostra presentati da Dante Ferretti. L’artista parte dalla vibrazione del suono e approda alla pittura

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Articolo di Venerdì 30 Luglio 2021

ROVIGO - Sabato 31 luglio si apre con un vernissage alle ore 19.30  la prima mostra del noto cantautore rodigino  Alberto Nemo, “Nemosegni”  presso il Salotto letterario della comune artistica “Dimora” di Rovigo in via Palestro n. 30.

Nel suo instancabile lavoro di ricerca e di “restauro” delle arti, Alberto Nemo, partendo dal suono e dalla vibrazione ha voluto rispondere al richiamo della pittura intesa come gesto nello spazio.

Le arti si cercano: la parola chiama la musica che immediatamente fa scaturire l’immagine. L’artista vero si fa strumento di questa via di conoscenza e non si fa influenzare dalle varie produzioni artistiche.

Nel catalogo, curato dal progetto Mayday di Mauro Mazziero, i "Nemosegni" sono presentati  dal pluripremiato scenografo Premio Oscar Dante Ferretti che ha così commentato le opere  di Alberto Nemo:

“Il disegno ha avuto un ruolo primario nella mia vita, è stato lo strumento che mi ha permesso di portare nel mondo reale i miei sogni e gli entusiasmi di bambino. Amo l’arte del Novecento perché ha mostrato come la forza del segno riesce ad avere un suo linguaggio e una valenza emotiva pari a quella dell’arte antica. Mi piace essere circondato dalla forza evocativa e sempre rinnovata dei segni del Novecento, da quell’arte astratta che comunica allo spirito di ciascuno di noi sensazioni che vanno oltre la narrazione delle parole. Proprio in questa direzione vanno i “Nemosegni” di Alberto Nemo, una sorta di materializzazione del suono della sua voce nell’aria. Sono realizzati con un’unica pennellata di colore puro, come nuvole in un cielo magico. Forse questi dipinti non li ha fatti Alberto Nemo, ma lo stesso misterioso autore di certi fantasmi colorati che scorrazzavano nei miei sogni di bambino.”

Come ebbe a scrivere Leonardo nel suo “Trattato della pittura”, il riferimento deve essere la natura in tutti i suoi aspetti e non le elaborazioni che altri pittori ne hanno fatto nel tempo. Con questo rigore morale e professionale, Alberto Nemo si fa voce e mano di una dimensione sottile ma totalmente naturale ed umana in cui, attraverso il filtro dell’essenzialità (Nemizzazione), manifesta il nucleo ancora caldo della materia creativa. Dalla bocca aperta del Budda esce il silenzio che crea lo spazio in cui si potrà ascoltare la parola. Nella finestra del foglio bianco si muove il gesto di Nemo che da forma allo spazio dove compare l’immagine. La sua energia si immette nel vuoto come forza creatrice e dà forma alle fiabe danzanti nascoste nel nostro spirito antico. Il suono di Alberto Nemo si fa scia vivente e attiva la scintilla vitale che si accende nel deserto dell’abitudine.

La mostra sarà aperta al pubblico fino a venerdì 3 settembre. Alberto Nemo (nato a Rovigo, 15 febbraio 1988), è un musicista e compositore italiano. Il suo percorso artistico ha inizio nelle chiese come cantante di repertorio sacro.

Dal 2008 al 2015 attraversa l'Europa, esibendosi durante le cerimonie religiose e svolgendo contemporaneamente attività di musicoterapia.

Il suo stile musicale è caratterizzato da tempi lenti e dilatati, dalla quasi assenza di elementi ritmici ed una voce che muta agilmente nel volume e nel colore, passando dal sussurrio di versi quasi impercettibili al forte canto vibrato, sino a raggiungere apici drammatici nei fortissimi acuti. Spazia tra i generi della musica dark, lirica e classica. Viene spesso vocalmente ed artisticamente paragonato a Lisa Gerrard e ai Dead Can Dance, ma anche ai ThisMortal Coil, Anohni, Jocelyn Pook, e al più intimo Jeff Buckley.

Nel corso della sua carriera ha realizzato oltre 50 album da solista.

Articolo di Venerdì 30 Luglio 2021

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