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CORONAVIRUS

Confartigianato Polesine: per andare dall'estetista non serve il Green Pass

Esclusi dall’obbligo di verifica del certificato vaccinale i codici attività 96.02.02, centri estetici, mentre sono soggetti all’obbligo di verifica del Green Pass tutti i centri benessere, cod. att. 96.04.10, indipendentemente dai trattatamenti eseguiti

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Articolo di Mercoledì 4 Agosto 2021
ROVIGO - Confartigianato Polesine specifica che con il Decreto Legge 175 del 23/7/2021, che proroga fino al 31/12/2021 lo stato d’emergenza, viene stabilito che, a partire dal prossimo 6 agosto, sarà possibile accedere ad alcune attività solo se si è in possesso di un Green Pass comprovante: l’effettuazione di almeno la prima dose di vaccino o la guarigione dall’infezione (validità dei mesi) o l’effettuazione di un tampone negativo (validità 48 ore).

I titolari o i gestori dei servizi e delle attività autorizzati previa esibizione del Green Pass, si apprende dalla nota dell'associzione degli artigiani del Polesine, sono tenuti a verificare che l’accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1.000 euro, sia a carico dell’esercente, sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Confartigianato Polesine ricorda che tale misura, non riguarda i centri estetici, mentre sono soggetti a tale previsione i centri benessere. Stante la sovrapponibilità di alcune attività che possono essere svolte sia nei centri estetici che nei centri benessere, si ritiene che l’unico elemento di certezza da utilizzare in caso di controlli da parte della pubblica autorità sia il codice attività.

Pertanto, risultano esclusi dall’obbligo di verifica del green pass i Codici Attività 96.02.02  (centri estetici), mentre sono soggetti all’obbligo di verifica dello stesso green pass tutti i centri benessere (Codice Attività 96.04.10), indipendentemente dai trattamenti erogati (quindi anche in caso di svolgimento di un trattamento estetico, qualora vi fosse una cabina di estetica all’interno).

Al fine di alleggerire le operazioni di verifica poste in capo alle Imprese, Confartigianato ha veicolato alle Commissioni Affari sociali e Attività produttive della Camera un emendamento volto a chiarire che le imprese stesse non sono responsabili della verifica dell’identità delle persone che accedono alle attività e ai servizi per cui è obbligatorio esibire il green pass, in quanto tale verifica spetta esclusivamente alla pubblica autorità.
Articolo di Mercoledì 4 Agosto 2021

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