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SALUTE E BENESSERE

Alimentazione ed attività fisica: accoppiata vincente

Il dott. Fulvio Fiorini primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana specializzato in Scienza dell’alimentazione sul tema del movimento che da un lato aumenta la massa muscolare e dall'altro consuma calorie contribuendo al controllo del peso

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Articolo di Domenica 27 Febbraio 2022
ROVIGO - Una domanda apparentemente semplice a cui il dott. Fulvio Fiorini, specializzato in Scienza dell'alimentazione e primario di Nefrologia e Dialisi per l'Ulss 5 Polesana, risponde volentieri per assicurare ai lettori una possibilità di salute e benessere: Perché attività fisica e alimentazione sono così strettamente correlate?

"Innanzitutto occorre ricordare che il corpo umano è costituito in gran parte da muscolo, un tessuto metabolicamente attivo. Si tratta infatti di un sistema che, al contrario del tessuto adiposo, consuma costantemente energia, soprattutto durante il movimento, ma anche a riposo, anche durante il sonno, questo perché mantiene sempre una minima attività di base (è il cosiddetto tono muscolare) e subisce al contempo una continua demolizione e costruzione: questo significa che è importantissimo introdurre costantemente con l'alimentazione una quota minima di proteine (nella fattispecie 0.6-0.8 gr per ogni Kg di peso al giorno) al fine di reintegrare quella porzione delle stesse che il muscolo tende a perdere costantemente.

Durante qualsiasi tipo di attività fisica il muscolo per contrarsi deve consumare energia, energia che deriva appunto dagli alimenti o dalle scorte metaboliche che sono presenti nel corpo umano: queste scorte sono rappresentate da un lato dagli zuccheri immagazzinati sotto forma di glicogeno nel fegato e nel muscolo stesso e dall'altro dai grassi immagazzinati preferenzialmente nel sottocute e intorno e/o all'interno dei vari tessuti corporei.

Risulta perciò chiaro il motivo per cui, al fine di mantenere un peso corporeo il più possibile controllato, è indispensabile possedere una buona quantità di muscolo. In particolar modo gli atleti, soprattutto quelli che praticano sport di potenza, presentano una importante massa muscolare che è ottenuta sia con una intensa e costante attività fisica sia con una adeguata alimentazione. In altri termini il movimento da un lato determina un aumento della massa muscolare e dall'altro determina un elevato consumo calorico che contribuisce al controllo del peso.

Risulta pertanto chiaro perchè ogni programma di perdita di peso debba passare attraverso l’accoppiata corretta alimentazione-costante attività fisica. È chiaro che deve essere presente un equilibrio tra le calorie introdotte con l'alimentazione e le calorie consumate con l'attività fisica. Questo spiega come la sedentarietà sia molto frequentemente associata ad incremento di peso fino all'obesità e, come già detto, la perdita di peso debba essere ricercata attraverso l'accoppiata riduzione dell'alimentazione-aumento dell’attività fisica. Questa deve essere individualizzata sulla base delle caratteristiche dell'individuo: in particolar modo giocano un ruolo importante nella scelta del tipo di attività fisica l'età del soggetto e l'eventuale presenza di patologie. 

Tralasciando l’attività fisica condizionata da patologia, qualsiasi tipo di attività può essere utile al mantenimento di un peso corporeo "normale": la cosa importante è che sia effettuata con regolarità e costanza, per almeno quattro giorni alla settimana con una durata di non meno di 40 minuti. Nel soggetto giovane non ha grande importanza la tipologia di attività fisica praticata, sia essa di resistenza che di potenza, mentre nel soggetto adulto-anziano è preferibile un'attività cosiddetta "aerobica" cioè una attività di bassa intensità, ma di lunga durata, come ad esempio la corsa leggera, il jogging, le passeggiate, il ciclismo e il nuoto: quest’ultimo tipo di attività determina oltre che l’allenamento dell’apparato locomotore anche quello del muscolo cardiaco.

Non esiste un limite massimo di tempo alla esecuzione dell'attività fisica: il limite è dato dalla disponibilità di tempo del soggetto  e soprattutto dalla necessità di avere un idoneo recupero, cioè di poter riposare in maniera adeguata al fine di permettere all’organismo di recuperare lo sforzo fisico effettuato".
dott. Fulvio Fiorini
primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana
specializzato in Scienza dell’alimentazione
Articolo di Domenica 27 Febbraio 2022

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