TRIBUNALE
Padre morto, cade l’accusa di omicidio nei confronti del figlio
Una storia complessa, il 5 agosto 2020, a Corbola, era morto l’85enne Terenzio Roma, il figlio era stato accusato di omicidio, il Tribunale di Rovigo ha fatto luce sulla vicenda. Condanna per lesioni
0


ROVIGO - Una doppia tragedia. Erano le 19 e 30 di mercoledì 5 agosto 2020 quando Terenzio Roma, 85 enne residente Corbola (Rovigo), nella casa all’interno di una strada privata adiacente a via Pampanini, di fronte alla locale filiale di Banca Annia a Corbola, viene colpito dall’omonimo figlio 45enne con delle forbici.
La prima ipotesi è quella dell’omicidio, l’anziano muore in Ospedale 3 ore dopo, ma le indagini dei Carabinieri, la successiva autopsia, e il quadro familiare piuttosto complesso, fanno emergere una situazione diversa.
Terenzio Roma, detto ’Simone’ per distinguerlo dall'omonimo padre, figlio di seconde nozze, accudiva l’anziano padre insieme all'aiuto delle sorelle, e ma mai fino a quel momento aveva fatto pensare alla possibilità di compiere gesti violenti. In Paese lo conoscono tutti, era anche seguito dal servizio psichiatrico dell’Ulss 5 Polesana.
E’ stato disposto nell’immediatezza dell’accaduto anche il Tso per il figlio 45enne (all’epoca dei fatti), portato in Ospedale a Rovigo e poi trasferito ad Adria.
Nel corso del processo in Tribunale a Rovigo è emerso che il padre era già in condizioni critiche, l’atto del figlio, che comunque ha cagionato solo ferite superficiali, è stato unicamente un gesto disperato, ma non decisivo.
Il Tribunale di Rovigo ha condannato il figlio a 4 mesi per lesioni, pena sospesa.
La difesa affidata all'avvocato Cristina Zangerolami, aveva chiesto una nuova perizia per valutare la capacità di intendere e volere del suo assistito, affetto da schizofrenia e con un profilo psichiatrico particolare. La prima perizia del Tribunale aveva giudicato il figlio capace di intendere e volere, la Procura aveva chiesto una condanna a 8 anni.




