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IL CASO

Quella dei pescatori sarà una manifestazione epocale

Levata di scudi contro il presidente della Provincia Ivan Dall’Ara da parte del numero uno dei Consorzio dei Pescatori del Polesine. A Scardovari (Rovigo), e non solo, c’è fermento sui diritti esclusivi di pesca negati

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PORTO TOLLE (RO) - “Vergogna! È giunto il momento di decidere e smettere di giocare con la vita dei pescatori”. “Non è possibile che un’azienda e tutto l’indotto che le gira attorno debbano essere paralizzati da una persona che non è in grado di prendere una decisione”. 

A parlare è il Consorzio dei Pescatori del Polesine, che dopo il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli (LEGGI ARTICOLO), alza la voce. 

“Dopo aver ottenuto due pareri: uno dell'Avvocatura dello stato, cui è seguita un’ulteriore integrazione statale che dà l’ok alla proroga per 15 anni e uno regionale che invece sposa l’idea dell’affidamento diretto, di cosa ha bisogno ancora il Presidente della Provincia di un parere dell’Onu o della Comunità europea? È ora di smetterla: voglio una risposta per me e per il comparto che rappresento. È una vergogna che non sia ancora stata presa una decisione in merito alla questione dei diritti esclusivi di pesca e non c’è più tempo da perdere” dichiara Luigino Marchesini, presidente del Consorzio pescatori del Polesine. 

“Dopo il grande lavoro fatto a più livelli dal Comune alla Regione, senza dimenticare il ruolo fondamentale della Prefettura e del Governo siamo ancora qui ad aspettare e mancano poco più di tre mesi allo scadere dell’ultima proroga – sottolinea ancora il Presidente passando in rassegna le problematiche che sta vivendo il comparto ittico del Delta -. I nostri pescatori sono in disarmo. Ho 40 persone disoccupate perché per via di questo intoppo abbiamo anche il regolamento bloccato. Non possiamo seminare e quindi abbiamo la produzione di vongole e cozze a rischio per il 2020. Abbiamo l’annosa questione della vivificazione delle lagune da risolvere, senza la quale rischiamo di perdere il prodotto a causa del mancato ricircolo dell’acqua. Non possiamo fare un qualsiasi tipo di programmazione perché ci hanno completamente paralizzato. A livello commerciale sono tutti preoccupati, le aziende che si riforniscono da noi ci chiedono cosa succederà e noi cosa dobbiamo rispondere? Chi è che ci risarcirà di tutte le perdite che stiamo subendo? Sia quelle commerciali che delle persone che stanno aspettando il permesso di pesca e che di fatto stanno perdendo reddito?

Un’azienda non può essere completamente paralizzata da una Provincia che non sa decidere, il Presidente deve assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo o proponga una soluzione.

I pescatori sono sempre più nervosi e preoccupati, come me vogliono risposte immediate perché sono stanchi di questa faccenda che si prolunga da troppo tempo. Mi rivolgo direttamente a Dall’Ara: mi dica cosa vuole fare in breve tempo e non mi venga a parlare di una proroga di un anno perché così facendo si sta bloccando il sistema pesca. Se non è in grado di prendere una decisione, mi sembra evidente che l’unica scelta sia di lasciare il posto a qualcun altro senza perdere ulteriore tempo.

Continuano a ripetere che stanno studiando una soluzione, hanno i tempi di un bradipo e non di un'impresa come il Consorzio che ha bisogno di risposte e tempi certi per poter effettuare un piano aziendale di un certo tipo. Sono mesi che il Presidente e la Segreteria generale rigira come vuole la questione, qualsiasi parere arrivi non vogliono cambiare idea sembra stiano soltanto cercando di prendere e perdere tempo per portarci al famigerato bando. 

Ecco che il 3 settembre scenderemo in piazza a manifestare. Abbiamo già preso i contatti con la Questura di Rovigo: sarà una manifestazione epocale a cui parteciperà non soltanto il comparto pesca, ma tutte le attività commerciali che vi ruotano attorno. I diritti di pesca devono rimanere qui”. 

Articolo di Lunedì 12 Agosto 2019

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