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ARTI MARZIALI

Un argento e un bronzo agli europei per i colori del Cipriani Area Sport Kick Boxing Team

Alessandro Boscolo conquista la finale ma viene sconfitto dal campione del mondo in carica, Lorenzo Corsini si ferma in semifinale ed è terzo, mentre Paolo Cavalcanti non supera gli ottavi di finale

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Articolo diMartedì 3 Settembre 2019
ROVIGO - Prestazione ottima per i tre ragazzi del Cipriani Area Sport Kick Boxing Team ai campionati europei junior WAKO di Gyor in Ungheria disputasti dal 23 agosto all'1 settembre. Paolo Cavalcanti, Lorenzo Corsini e Alessandro Boscolo, accompagnati dall'esperienza del maestro Alessandro Milan, hanno cercato di ottenere la miglior prestazione possibile, in un torneo prestigioso e soprattutto di altissimo livello. 

Paolo Cavalcanti nella categoria - 74 kg junior light si è fermato agli ottavi di finale, perdendo di pochi punti contro un atleta sloveno, ma dimostrando ugualmente il proprio valore sul tatami. Lorenzo Corsini invece nella categoria - 79 kg light è approdato in semifinale, dove ha non è riuscito ad avere la meglio su un combattente della Repubblica Ceca, ma porta a casa comunque un meritatissimo bronzo. Infine Alessandro Boscolo arriva in finale e ad aspettarlo c'è il campione del mondo in carico della sua categoria, ossia i - 84 kg; nonostante l'impegno si è visto nella terza ripresa la qualità e la forza del campione mondiale, che ha avuto la meglio. In ogni caso Alessandro si è dimostrato all'altezza della situazione, portando a casa un argento stupendo. 



A fine competizione è il maestro Alessandro Milan che specifica: "Un campionato europeo o mondiale è una gara particolare perché dura una settimana e i combattimenti sono tanti e impegnatavi. Trovare un gruppo di ragazzi e alla fine essere una squadra è sicuramente una cosa meravigliosa e che è il vero significato dello sport". Parlando poi dei propri atleti: "Paolo ha fatto una buona prova nel suo combattimento e sono notevoli le sue capacità; peccato per un arbitraggio non attento e penalizzandolo gravemente sul verdetto". "Lorenzo ha combattuto un ottimo incontro con l’atleta ungherese, una vera battaglia condotta in modo intelligente. Nel secondo match purtroppo non si è ripetuto forse perché già in zona medaglia". "Infine Alessandro è atleta da cui ci si può aspettare di tutto; nel primo incontro trova anche lui un atleta ungherese ma ascoltando i consigli dei coach lo porta a casa in modo mirabile. Nel secondo incontro si trova davanti un russo, forse non tra i più forti della sua squadra ma sicuramente ostico; al terzo turno c’è l’irlandese buon kicker ma Ale con buona condotta fa suo il match grazie ad una maggiore bravura pugilistica". Sottolineando poi: nella finale l’avversario croato è il campione del mondo in carica , ottimo kicker con buoni fondamentali di braccia ma soprattutto fisicato è più alto di 10 centimetri. L’incontro procede sostanzialmente alla pari fino alla fine della seconda ripresa. Nella terza di capisce chi e perché è campione del mondo. Ottima la prova di più non si poteva chiedere". 

Ovviamente anche i tre atleti hanno qualche commento particolare da chiarire ed è Paolo Cavalcanti che spiega: "Come sempre stare in nazionale è un'emozione non da poco anche se le cose non vanno sempre per il meglio. L'esperienza è stata sicuramente del tutto positiva, pur non essendo stata una competizione nella quale ho dato il meglio della prestazione, per il fatto che ho avuto l'opportunità di conoscere brave persone e di rivedere compagni nonché amici; ho anche imparato qualcosa a livello tecnico dai combattimenti guardati che penso mi darà la possibilità di ampliare il numero di combinazioni che applico momentaneamente in combattimento".

Proseguendo poi con Lorenzo Corsini: "Sono stato molto soddisfatto di questo europeo, dove sono riuscito a conoscere persone nuove e meglio me stesso, mi é servito molto per capire al meglio le mie capacità, un'esperienza più che positiva in tutti i sensi
". 


Concludendo con Alessandro Boscolo: "Stare in nazionale è un'emozione che non tutti posso provare, quando combatti per la propria nazione, hai una spinta in più per vincere; ho conosciuto delle grandi persone che mi hanno sostenuto fino alle fine del mio cammino. Quest'anno sono arrivato in finale ma non c'è l'ho fatta a vincerla, ma sono contento lo stesso del mio risultato, sono cresciuto come persona, e questo vale più che un oro".
 
Stefano Spano



 
Articolo di Martedì 3 Settembre 2019

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