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ECONOMIA INVESTIMENTI

I benefici dell’intelligenza artificiale nel trading

Si parla spesso di future applicazioni delle reti neurali, del machine learning e dei big data nel mondo. Potranno essere utili anche per il portagli di ognuno di noi?

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Articolo diVenerdì 26 Giugno 2020

I mercati finanziari sono pronti ad accogliere le tecnologie dell’intelligenza artificiale: ma quali potranno essere le applicazioni delle reti neurali, del machine learning e dei big data nel mondo del trading? Lo abbiamo chiesto al team di https://www.guidatradingonline.net che ci aiuta a considerare i pro e i contro di questo fenomeno. Certo è che il livello di complessità dell’analisi quantitativa è cresciuto sempre di più con l’arrivo della finanza comportamentale: non solo i fattori umani sono stati presi in considerazione con una maggiore attenzione, ma essi sono stati calcolati con l’aiuto di strutture di intelligenza artificiale nuove.

Gli algoritmi

Un ruolo chiave è quello degli algoritmi: nel caso in cui siano sviluppati in modo appropriato, essi sono in grado di supportare i portfolio managers che hanno la necessità di individuare e di mettere alla prova relazioni e trend, con tempi di calcolo decisamente ridotti entro cui eseguire previsioni per scenari multipli. Ecco, quindi, che una delle mansioni degli head investment manager consisterà nel definire la selezione degli algoritmi da utilizzare per classificare le quotazioni, i trend e i dati. Tra i detrattori dell’intelligenza artificiale, per altro, uno dei cavalli di battaglia è la questione del livello di precisione assicurato dagli algoritmi; va detto, comunque, che il ricorso ad azioni sistematiche che si concretizzano in corrispondenza di eventi specifici contribuiscono a ridurre in misura consistente il rischio di un errore umano.

L’intelligenza artificiale e il trading

L’intelligenza artificiale si sta diffondendo con tempistiche tutto sommato lente nel mondo del trading, almeno per ciò che riguarda il contesto europeo: alla base di questo trend, tuttavia, non ci sono questioni di carattere tecnico, quanto piuttosto un tema di fiducia. Più che di una rivoluzione sarebbe opportuno parlare di un’evoluzione. Il trading degli investimenti, in effetti, è già stato sconvolto dal computing, se con questo termine si fa riferimento alla funzione di calcolo del computer che consente la gestione e l’elaborazione delle informazioni: ciò è avvenuto nel momento in cui è stato possibile iniziare a processare tutte quelle informazioni che si vedono su Internet giorno dopo giorno. Adesso il sistema ha bisogno di evolvere, e ciò avverrà con l’intelligenza artificiale e con il machine learning.

I rischi da evitare

Uno dei rischi più concreti è quello della concertazione di mercato. Gli algoritmi, infatti, operano sulla base di input che provengono da fornitori di dati terzi, che attualmente risultano limitati in diversi settori di mercato. Ecco, quindi, che ci saranno vari sistemi di intelligenza artificiale per il trading con una quantità di dati identica. Ecco perché, se le decisioni che si prenderanno saranno simili, come è prevedibile, si potrebbero formare dei gruppi di concentrazioni di mercato da cui potrebbe scaturire un rischio sistematico.

Il livello di trasparenza delle decisioni

Un’altra delle questioni che devono ancora essere prese in considerazione in maniera approfondita chiama in causa la trasparenza delle decisioni. Gli algoritmi, infatti, procedono agli investimenti dopo che i clienti hanno fornito tutte le informazioni e indicato i parametri di preferenze: a quel punto vengono restituiti degli output. Anche senza tenere conto del buon esito degli investimenti, resta da capire in che modo l’intelligenza artificiale prenderà le varie decisioni che si susseguiranno. Per il momento non è ancora semplice accedere a un esame approfondito delle specifiche scelte del computer.

L’impatto della tecnologia

Come ogni altra branca dell’economia, anche i mercati finanziari si ritrovano a dover fare i conti con il notevole impatto esercitato dalla tecnologia. I sistemi di intelligenza artificiale diventano sempre più sofisticati, mentre l’onda del digitale cambia i mercati finanziari. La digitalizzazione che si sta concretizzando in ambito finanziario ha portato vari benefici: l’esempio più evidente è quello offerto dal bitcoin, grazie a cui si è creato addirittura un nuovo mercato. La blockchain, invece, ha favorito una maggiore velocità nei rapporti tra i clienti e gli intermediari, che si può riscontrare anche con gli smart contracts. Infine, c’è da tenere conto dell’allargamento dei mercati già esistenti. L’insieme delle innovazioni e dei cambiamenti di carattere tecnologico che sostengono le attività bancarie ha preso il nome di fintech. Ma il ricorso all’intelligenza artificiale per gli investimenti è una realtà a parte.

Un elemento disruptive

Non è esagerato parlare di un fattore disruptive, per effetto del quale le opportunità si alternano con i rischi. Gli strumenti di intelligenza artificiale vengono impiegati allo scopo di ottimizzare le varie scelte di investimento e di tenerle monitorate. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale che esse vengano personalizzate, e quindi studiate su misura per ciascun cliente. I dati dimostrano che per numero di negoziazioni gli investimenti effettuati con gli strumenti di intelligenza artificiale corrispondono al 45% della quota complessiva. I cosiddetti ATS, cioè gli Automated Trading Systems, da diversi anni determinano più di tre quarti delle scelte compiute nel mercato finanziario americano per le azioni quotate.

Articolo di Venerdì 26 Giugno 2020

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