Rovigo Oggi

Laruccia: “Fronte comune con Barbierato contro la chiusura del punto nascita”

TRECENTA (ROVIGO) Il primo cittadino chiede anche al governatore Luca Zaia di tutelare l'ospedale San Luca. Gilberto Bianchini (Pd): “Bisogna fare squadra per avviare un confronto serio con la Regione Veneto”

Il sindaco di Trecenta: “Il potenziamento promesso del nostro ospedale è in corso anche se con molte difficoltà, con gravi ritardi a causa di carenze di personale e della fornitura della tac. Peraltro il sottoscritto chiese al direttore generale di incrementare i posti letto di medicina di 5 unità, ricevendone una promessa che sicuramente nel tempo, ritengo,venga mantenuta”



TRECENTA (RO) - Sulla chiusura del punto nascite di Adria, arriva il sostegno da parte del sindaco di Trecenta, Antonio Laruccia al suo collega adriese. Il primo cittadino dice che apprendendo la decisione ministeriale di disporre la chiusura di punti nascita nel Veneto, ha espresso la più piena solidarietà e disponibilità al sindaco, Omar Barbierato per sostenerlo nella battaglia per il mantenimento del punto nascita della sua città.

"Resta scontato – prosegue Laruccia - che se il presidente Zaia intende tutelare tutti i punti nascita del Veneto, indipendentemente dal numero di nascite, noi attiveremo la lotta per la riattivazione del punto nascita di Trecenta in quanto, non è lecito trattare i cittadini di una area territoriale come l'Alto Polesine, peraltro in situazione di forte disagio socio-economico, non rispettandone la pari dignità con gli altri 4 milioni e 700.000 cittadini veneti”.

“Nel 2016 i 41 sindaci dell'ex Asl 18, compreso il sottoscritto – spiega Laruccia - hanno aderito alla proposta del direttore generale Compostella di chiusura provvisoria del punto nascite dell'ospedale San Luca di Trecenta a fronte di un potenziamento diffuso della struttura e dei servizi sanitari che vengono prestati alla popolazione alto-polesana. Difatti il potenziamento promesso è in corso anche se con molte difficoltà, con gravi ritardi a causa di carenze di personale e della fornitura della tac. Peraltro il sottoscritto chiese al direttore generale di incrementare i posti letto di medicina di 5 unità, ricevendone una promessa che sicuramente nel tempo, ritengo,venga mantenuta”.

Diverso il commento dell'opposizione di Trecenta, da parte del capogruppo della lista “Insieme per Trecenta”, Gilberto Bianchini: “Apprendiamo dalla stampa locale ciò che per l’ospedale San Luca è già realtà da circa un anno e cioè che ufficialmente è stata disposta dal ministero la chiusura del punto nascite negli ospedali di Adria e Trecenta. La disposizione ministeriale del governo giallo-verde (M5s – Lega) porta la data del 2 luglio 2018, quindi con il nuovo ministro della Sanità (Giulia Grillo, ndr) pienamente in carica. Pertanto la richiesta di deroga presentata dal Veneto per alcune realtà compresa Adria è stata respinta; mentre per Trecenta la Regione Veneto aveva già decretato la chiusura del punto nascite”. 

Bianchini spiega che il primo cittadino aveva commentato la scelta del ministro come un “Passo annunciato, ma ora ci diano i servizi” precisando poi che i sindaci dell’ex Ulss 18 avevano accolto la proposta di chiusura temporanea del punto nascita di Trecenta, poi divenuta effettiva, a fronte dell’impegno del direttore generale dell’Ulss di potenziare il San Luca in tutti i suoi servizi e questo sta avvenendo, pur se gradualmente e con difficoltà. 

Il capogruppo ribadisce quanto affermato nel consiglio comunale di insediamento dello scorso 25 giugno: “Ho detto che il sindaco ha fatto bene a porre all’attenzione dei cittadini presenti il problema della sanità in generale e del San Luca in particolare, perché ciò è anche un punto importante del programma amministrativo della nostra lista, per il quale auspichiamo un confronto propositivo”. 

Sempre Bianchini, vista la situazione sanitaria attuale, si domanda: “Quale sanità pubblica per il Polesine?” E prova a dare diverse risposte, quali: i comitati dei cittadini, nati per la difesa delle strutture sanitarie pubbliche polesane, “devono, nella loro azione politico-sociale, fare un salto di qualità aggiungendo alla giusta e puntuale denuncia sulla riduzione dei servizi, la proposta operativa pratica per dare risposte certe alle esigenze degli utenti; mentre i sindaci devono valutare con la direzione generale dell’Ulss 5 quale sanità di base deve essere praticata nei tre ospedali pubblici polesani per dare sempre una risposta qualificata alle esigenze dei cittadini”. 

Il capogruppo di “Insieme per Trecenta” inoltre, plaude alla proposta del primo cittadino di Trecenta di unirsi ai sindaci di Adria, Piove di Sacco e Valdagno per chiedere un incontro con il governatore del Veneto Zaia per ribadire la richiesta di deroga alla chiusura dei punti nascita. “Ma ciò non basta – specifica - il sindaco di Trecenta deve anche fare squadra con gli altri sindaci polesani per avviare un confronto serio con la Regione Veneto sul contenuto delle schede ospedaliere del nuovo Piano socio sanitario che la Regione vorrebbe approvare entro il 2018. Dove, avendo meno risorse a disposizione, il pericolo è di avere tagli consistenti alla sanità pubblica, aprendo le porte, come sembra sia previsto, alla gestione dei privati a reparti o a padiglioni di un ospedale pubblico. Ciò va contrastato con una forte azione istituzionale e civile”. Per questo motivo Bianchini invita il sindaco di Trecenta ad istituire una delegazione consiliare per avviare con gli amministratori regionali polesani il confronto sul contenuto del nuovo Piano socio sanitario in particolare sulle schede ospedaliere. 

13 luglio 2018